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730/2026: novità per i controlli delle spese mediche

Martedì 05/05/2026

a cura di AteneoWeb S.r.l.
La dichiarazione 730 / 2026 (relativa all'anno d'imposta 2025) rappresenta un punto di svolta definitivo per il controllo delle spese mediche.

Fino allo scorso anno, l'Agenzia Entrate riceveva dal Sistema TS i dati aggregati. Sapeva, per intenderci, quanto avevamo speso in totale in farmacia o per visite specialistiche, ma il dettaglio della singola prestazione rimaneva in una sorta di "limbo" consultabile solo in caso di verifiche approfondite.
Ma con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 271/2025 del Decreto del 29 ottobre 2025 cambia tutto. L'articolo 1 stabilisce che, per le dichiarazioni selezionate per il controllo formale (art. 36-ter del DPR 600/1973), i funzionari dell'Agenzia avranno accesso diretto alle funzionalità di consultazione dei dati di dettaglio. Non più solo il totale, dunque, ma la specifica natura della spesa veterinaria o sanitaria, sia per il contribuente che per i familiari a carico.
 
I ambito di "controlli" il punto cruciale è il comportamento del contribuente. La strategia del Fisco è chiara: premiare chi accetta il dato proposto e "osservare da vicino" chi lo corregge.
In linea generale, chi accetta il 730 precompilato così come viene presentato gode di una "corsia preferenziale" che riduce drasticamente le probabilità di controlli formali sulle spese documentate dai prestatori di servizi (medici, farmacie, strutture sanitarie).
Nel momento in cui si modifica il dato proposto, aggiungendo una fattura dimenticata o correggendo un importo, scatta il segnale. Il Sistema TS condividerà automaticamente con l'Agenzia i dati di dettaglio per permettere un confronto immediato tra quanto dichiarato e quanto risulta al database centrale.
 
Una delle novità più rilevanti di questa stagione fiscale riguarda proprio il peso probatorio dei dati digitali. Un recente chiarimento del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha stabilito che "le spese sanitarie certificate dal Sistema TS fanno fede ai fini della dichiarazione dei redditi".

Cosa significa concretamente? Significa che il dato digitale non è più un semplice "suggerimento" per compilare il modulo, ma diventa la base documentale primaria. Se un contribuente dichiara una spesa che non trova riscontro nel Sistema TS, l'onere della prova diventa estremamente rigoroso. Non è più solo una questione di avere lo scontrino cartaceo (che comunque va conservato), ma di assicurarsi che quel documento sia stato correttamente inviato al sistema dal medico o dalla farmacia.
 
Il decreto 2025 mette sotto la lente d'ingrandimento anche le spese veterinarie. Spesso considerate "minori", queste spese sono ora pienamente integrate nel sistema di controllo incrociato. I funzionari potranno verificare non solo l'importo, ma se l'animale è effettivamente registrato e se la prestazione rientra tra quelle detraibili.
 
Lo stesso vale per i familiari a carico. Spesso gli errori più comuni avvengono nella ripartizione delle spese tra coniugi o nell'attribuzione di farmaci acquistati per figli che, nel frattempo, potrebbero aver superato la soglia di reddito per essere considerati a carico. Il nuovo sistema di consultazione dell'ufficio territoriale competente permetterà di verificare istantaneamente la congruenza tra il codice fiscale presente sullo scontrino e la situazione familiare dichiarata.
 
Il decreto non dimentica la protezione dei dati sensibili. Resta ferma la possibilità per il contribuente di esercitare l'opposizione alla trasmissione dei dati (Art. 3 del decreto).
Tuttavia, bisogna essere consapevoli delle conseguenze: se si decide di non rendere disponibili i propri dati al Sistema TS per motivi di privacy, la detrazione non apparirà nella precompilata. Per ottenerla, il contribuente dovrà inserirla manualmente, ma questo comporterà quasi certamente l'inserimento della dichiarazione nelle liste per il controllo formale, obbligando il cittadino a esibire fisicamente tutta la documentazione cartacea presso gli uffici.
 

Consigli per scongiurare i controlli

In questo nuovo scenario di "trasparenza forzata", la prudenza è d'obbligo. 
Ecco come muoversi:
  1. verifica preventiva sul Portale TS: prima di inviare il 730, accedete con SPID o CIE al portale del Sistema Tessera Sanitaria. Verificate che tutte le spese sostenute nel 2025 siano presenti. Se mancano fatture rilevanti, contattate il medico o la struttura per chiedere chiarimenti sull'invio;
  2. la regola del tracciamento: ricordate che, per la quasi totalità delle spese sanitarie (esclusi farmaci e dispositivi medici o prestazioni in strutture pubbliche/accreditate SSN), la detrazione spetta solo se il pagamento è "tracciato". Carte di credito, bancomat o bonifici devono essere abbinabili alla prestazione;
  3. conservazione digitale: anche se il dato è nel Sistema TS, conservate le ricevute per almeno 5 anni. La tecnologia non è infallibile e, in caso di discrepanze tecniche, il cartaceo resta la vostra ultima linea di difesa;
  4. attenzione alle modifiche "semplificative": a volte si è tentati di correggere piccoli arrotondamenti. Nel 2026, anche una modifica di pochi euro potrebbe innescare l'accesso del funzionario ai dati di dettaglio. Valutate se il gioco vale la candela.
 
Il 730/2026 segna il passaggio definitivo dalla "dichiarazione dei redditi" alla "comunicazione dei dati".
L'Agenzia Entrate possiede ormai una mappa quasi perfetta delle nostre abitudini di spesa legate alla salute. 
Il decreto del 29 ottobre 2025 non è solo un atto burocratico, ma lo strumento che conferisce ai funzionari il potere di vedere "dentro" le nostre spese mediche. La parola d'ordine per il contribuente è, ora più che mai, "coerenza".
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